Oddio, proprio tutti educati non erano neanche a quei tempi, ma per un cafone almeno tre erano le persone che conoscevano l’uso di mondo. Vi racconto un episodio accaduto nell’aprile del 1984. A Castel Sant’Angelo si inaugurava una mostra dedicata ad Aligi Sassu…
La curatrice della manifestazione era Marina Como, professionista squisita e di grandi capacità, le persone intervenute tutti soggetti ad altissimo livello sia tra i giornalisti che tra i politici, scrittori, religiosi insomma c’era un gran bel mondo. Marina mi aveva coinvolta con un pezzetto di “colore”, ovvero lo studio astrologico della pittura di Aligi Sassu. Troverete il testo su arcobaleno.net Personaggi del Cancro, con la foto della dedica che mi ha fatto Sassu.
Nel corso del pomeriggio hanno reso onore all’artista Nantas Salvalaggio, Ruggero Orlando e tanti, tanti altri che non ricordo. In attesa che arrivasse il mio turno, ero tormentata da uno scrittore ancora vivente di cui non faccio il nome perché non voglio fargli pubblicità, per darvi un’indicazione dirò che parla spesso delle “cocomere”, il quale insisteva perché gli dicessi come sarebbe andata per il Cancro. Con educazione lo pregavo di smetterla perché, oltretutto, disturbava gli altri oratori, e sono sicura che lo facesse apposta.
Finita la presentazione della mostra si va a cena in un prestigioso ristorante al centro di Roma. Eravamo in tanti, era stata preparata una tavola a U e io e un’altra persona eravamo sistemati nella parte centrale, all’interno dalla U. Proprio davanti a me c’è il rompiscatole disturbatore. Vocio di gente che cerca il suo posto… il maligno aspetta che ci sia un secondo di silenzio, sbatte i pugni sul tavolo e si mette ad urlare: “Lo so come siete voi astrologhe, adesso mi romperai le scatole per tutta la sera con le previsioni!”. E’ stato un lampo: ho sbattuto i pugni sul tavolo come lui e con voce alta e chiara ho risposto: ” (nome del soggetto) ma non hai ancora capito che io a te non mi ti si filo proprio?” . Ho preso il mio piatto, le mie posate, ho chiesto scusa alla persona seduta accanto a me perché le avrei dato le spalle e mi sono girata all’inizio della parte lunga della U piantandolo in asso.
Alzo gli occhi, di fronte ho Ruggero Orlando. Si inizia a mangiare, si chiacchiera del più e del meno, ad un certo punto Ruggero Orlando, una vera e propria enciclopedia, fa una affermazione e in automatico lo correggo perché era sbagliata. Ma no dice lui, ma sì dico io… poi faccio presente che non è tanto questione di sapere di tutto e di più, semplicemente perché mi era capitato proprio in mattinata di leggere quella tal cosa. Ruggero Orlando scoppia in una risata e candidamente ammette che a volte gli capita di dire qualcosa di inesatto, ma era la prima volta che lo prendevano in castagna!
Il nostro era un angolo dove si chiacchierava fitto e si rideva a crepapelle, tra una portata e l’altra arrivavano a frotte per sentire cosa dicevamo, si formavano capannelli, ci chiedevano di aspettare… il maleducato disturbatore? Solo come un cane, per tutta la sera non se l’è filato nessuno.
Era notte fonda quando la serata è finita… in gloria. Già, perché c’era un ambasciatore con moglie straniera, si era parlato di balli, chi diceva che il charleston si ballasse in un modo, chi diceva che si ballasse in un altro… io e l’ambasciatrice sapevamo come si ballava e sui sampietrini romani abbiamo improvvisato un numero. Siamo state silenziosamente applaudite, i due mariti hanno convenuto che se fossero passati con il piattino avrebbero racimolato una discreta cifra. E’ stata una splendida giornata, una divertentissima serata e maliziosamente ricordo ancora con un brivido di piacere la faccia sconfitta del gran maleducato. Porgere l’altra guancia? Solo alle persone educate.