Naturalmente ho le mie preferenze e sono piuttosto critica sia sulla direzione dell’orchestra sia sui cantanti per quanto osannati siano.
So che mi attirerò qualche antipatia, ognuno ha i suoi gusti e io non contesto quelli altrui, ma Maria Callas al mio orecchio arriva stridula, sgradevole. Ho provato ad ascoltarla in tutte le versioni possibili e immaginabili, possiedo una sorta di opera omnia di questa artista, l’ho ascoltata e riascoltata, lo faccio ancora ma non c’è niente da fare: certi acuti sono autentici versacci. Ho costretto il povero (affettuosamente) Gerardo ad ascoltare in sequenza Casta diva, per fare un esempio, cantata dalla Callas, dalla Caballe e dalla Sutherland, per non parlare della scena della pazzia della Lucia di Lammermoor, e ha dovuto ammettere che Caballe e Sutherland ricamano dove la Callas stride.
Tra i tenori ho conosciuto personalmente l’eccellente Mario Del Monaco, trovo splendido Corelli, bravissimo Di Stefano, Pavarotti aveva una magnifica voce e una dizione chiara, ultimamente gigionava un po’, per quanto mi sia simpatico considero Josè Carreras un tenorino, mi piace Pacido Domingo… eccoci al punto. Premetto che mi sono sempre lagnata perché la televisione snobbava l’opera, lasciamo perdere il pietoso spettacolo dall’Arena di Verona condotto da Antonella Clerici in maschera e i suoi ragazzotti, sabato 4 settembre ho perso il primo atto del Rigoletto trasmesso in eurovisione da Mantova, diretto da Zubin Mehta e con Placido Domingo baritono nel ruolo del buffone. Oggi, domenica 5, alle 14 eccomi ad ascoltare il secondo atto e… mi sono cadute le braccia.
A prescindere che i presentatori hanno detto che Domingo si esibiva per la prima volta come baritono, bastava informarsi per sapere che ha iniziato la sua carriera come baritono, l’ho ascoltato e mi sono sentita pervadere dalla tristezza. Non era tenore, non era baritono, il fiato era corto e mentre cantava Sì, vendetta, tremenda vendetta la musica trascinava… lui cincischiava.
Gerardo, lo coinvolgo sempre, mi guardava scuotendo il capo e borbottando: “E’ leggero”, quando il quadro è cambiato eccomi su youtube e… abbiamo sentito Tito Gobbi, Renato Bruson, una selezione di cinque baritoni e cinque soprano e la conclusione è stata unanime: carissimo Placido Domingo, ma chi te l’ha fatto fare? E’ triste invecchiare e non accettare le limitazioni che l’età impone, sei direttore d’orchestra, dirigi se non ce la fai più come tenore ma non costringere una tua ammiratrice a confrontarti con baritoni autentici e fare pollice verso.
Critica più critica meno: non capisco come si possa considerare soprano Katia Ricciarelli. Forse all’inizio della carriera avrà avuto un po’ di fiato, ma provate ad ascoltare certe sue registrazioni: si sentono solo le vocali e se non conosci il testo sono semplici vocalizzi. Per capire qualcosa di Ebben… ne andrò lontana (si trova su Youtube) dopo aver ascoltato lei dovete passare a Rosa Ponselle in una registrazione vecchia come il cucù. Quando è invitata a qualche trasmissione e le chiedono di cantare mi si rizzano i capelli: canta in falsetto, è stonata e rallenta i poveri disgraziati che hanno la ventura di esibirsi con lei. Che dire? Ricordo una critica letta dopo un suo concerto una quindicina di anni fa: meno pathos e più voce, signora!
Ciao Antonia! Anche io ho una versione di Casta Diva della Caballe e la preferisco – come qualità vocale- a quella della Callas. Secondo me la Callas è diventata un mito non tanto per una notevole abilità tecnica, ma perchè la sua voce era molto espressiva. La Callasa infatti riversava nei brani tutta se stessa, con un’alta drammaticità che andava ben oltre il dramma rappresentato in scena. La gente probabilmente percepiva tutto questo quasi in maniera inconscia e non ne restava indifferente.
Però vi è anche da dire che, secondo me, le registrazioni rimaste, sempre un pizzico difettose, non hanno reso veramente giustizia alla sua voce.
Quanto a Domingo è vero…è triste vedere un artista non in grado di accettare i propri limiti.
Rita
Cara Rita, negli anni ‘60 (ero una bambina!) ho conosciuto personalmente Maria Callas e l’ho sentita cantare dal vivo. Sulla scena la sua drammaticità recitativa rendeva bene, ho sempre pensato che distogliesse l’attenzione dalla voce, mentre nelle registrazioni restava la voce e non si vedeva la recitazione. In ogni caso, ho sottolineato che al “mio” orecchio la voce arriva stridula, ho il massimo rispetto per i suoi ammiratori. Ciao ciao