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Rc auto: stop ai rimborsi per i “colpi di frusta”! Fu per un colpo di frusta che il 29 aprile del 2000 la mia vita cambiò come dal giorno alla notte.

Il costo della polizza assicurativa cresce anno dopo anno, i premi pagati dagli italiani sono i più alti nella zona europea e nel pacchetto Cresci-Italia del governo dei tecnici c’è una norma che taglia i rimborsi al danni considerati di “lieve entità” tra i quali i colpi di frusta.Vita dura per i furbetti, chiosano i giornali, senza esami medici obiettivi non ci sarà indennizzo, niente riconoscimento del danno biologico. Ma perché, mi chiedo, prima lo riconoscevano?
La mia odissea è iniziata il 29 aprile del 2000 alle 8.30 del mattino.  Con Gerardo stavamo recandoci a Tarquinia percorrendo l’Aurelia, all’uscita da un curvone ecco una coda, Gerardo frena normalmente perché la distanza di sicurezza lui la rispetta quando in contemporanea sentiamo un boato e  una spinta di violenza inaudita mi lancia verso il parabrezza in andata-ritorno-andata-ritorno come fossi una bambola di pezza.  Immediatamente mi rendo conto di non avvertire la parte destra del corpo, voglio muovere il braccio che non risponde al comando, guardo la gamba che è in posizione innaturale, mi pizzico la guancia e non sento niente, il pensiero è uno solo:”Accidenti, mi è venuto un ictus!”. Abbasso lo specchietto e la bocca è diritta, mi consolo pensando che forse si tratta solo di paura, forse ho “acciaccato” qualche nervo. Non la faccio lunga: malgrado dica che mi è successo qualcosa, poiché non c’è sangue non mi dà retta nessuno, solo quando fuori dalla grazia di Dio sgancio la cintura di sicurezza e tento di uscire dall’automobile agli improvvisi conati di vomito i poliziotti capiscono che forse non sto recitando una parte e vogliono chiamare l’eliambulanza. Al Pronto soccorso del San Giacomo, l’ospedale più vicino a casa, ci arriviamo con i nostri mezzi, ai medici faccio presente che per un paio d’ore non ho potuto muovere la parte destra, che ora la muovo ma non sento niente (e mi massacravo di pizzicotti la guancia, il braccio e la gamba che oltretutto non mi sosteneva), che è come se avessi un ostacolo che dalla narice destra mi spinge indietro, non sto in piedi perché mi sento come sulla tolda di una nave con il mare in burrasca, probabilmente ho avuto un ictus… mi mettono il collare, essendo sabato 29, poi c’è domenica e il 1° maggio è festa signora mia torni il 2. Tac, Risonanze magnetiche, visite specialistiche richieste dal perito dell’assicurazione, si constata che ho due ernie cervicali una delle quali preme  contro la guaina del midollo spinale ma per il resto signora mia lei non ha niente. Sa, le ernie potevano esserci anche prima. Sì, ma io prima non avevo disturbi e solo in marzo ero andata su e giù per il Perù che non è certo un paese per disabili.  L’aria dei vari specialisti era quella di compassione nei confronti di Gerardo che, poveraccio, doveva sorbirsi la donnetta in menopausa che cercava di attirare l’attenzione.
Risultato: l’assicurazione mi liquida con due soldi facendomi notare che mi hanno considerata, bontà loro, come un’adolescente e non come una signora matura. Furibonda decido di lasciar perdere mandando tutti all’inferno, ma Gerardo non molla anche perché è chiaro che non sono più quella di prima e a spese nostre proseguiamo le indagini, ci indirizzano dal Prof. Kolosimo e la notizia è che i precedenti medici, neurologi, luminari e cialtroni vari non hanno saputo leggere i tracciati delle Tac, delle Risonanze: nessuno dei problemi che lamentavo era frutto di fantasia, avevo sempre avuto ragione io perché al momento dell’incidente avevo avuto un microscopico ictus sopra il ponte del talamo. E siamo dovuti arrivare alla fine del 2007 per avere la conferma nero su bianco che l’equilibrio era stato completamente compromesso. E’ bastato un test, l’equitest, non potevano farmelo fare prima? La mia famiglia ed io non avevamo bisogno di patenti mediche per saperlo considerando le gravi limitazioni che da quel 29 aprile 2000 ha subito la mia vita, con la perdita totale dell’indipendenza.
Sì, ci sono i furbetti, ma ci sono anche i mezzi per scoprirli e se sei la vittima per far valere le tue ragioni… a patto di trovare medici che conoscano il loro mestiere e che ti sappiano indirizzare verso gli esami giusti.
Subite un colpo di frusta? Non sottovalutate le conseguenze e se non mentite a voi stessi andate avanti, non mollate perché è giusto che la qualità della vita drasticamente compromessa venga in qualche modo risarcita. Anche se i quattrini non possono ridarti la possibilità di macinare chilometri a piedi senza sforzo, di indossare il solito tacco 12, di fare 30 km di cyclette al giorno in 40 minuti ecc. ecc.  ma sei costretta a muoverti in una trincea di mobili disposti strategicamente, ad incedere regalmente al braccio di Gerardo o di chi è  disponibile in quel momento e se tira un refolo di vento non basta neppure il più affettuoso degli appoggi.
Qualcuno potrebbe chiedersi come mai non l’avessi previsto, risposta: era in previsione, si trattava di un lungo aspetto iniziato 4 anni prima e che ininterrottamente toccava ben tre punti sensibili dal mio quadro natale. Ma per attivarsi c’è bisogno di concause e quel giorno lo stesso pianeta toccava sia un punto sensibile di Gerardo sia di quel malnato che ci ha tamponati.

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