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Critiche gratuite o constatazione di fatti?

Penso che uno dei peggiori nemici di chi è ambizioso e vuole affermarsi durevolmente sia la mancanza di autocritica condita da una buona dose di autoironia, combinazione scivolosa che può far scadere la credibilità. Dimenticate Berlusconi perché non mi sto rivolgendo a lui, anche se la mancanza di autocritica e di autoironia (ci metterei anche l’ironia) gli calzano a pennello, questa volta parliamo di donne, giornaliste che ad ogni due parole per tre dichiarano l’appartenenza alla categoria, quasi volessero confermare a se stesse che è proprio vero e non stanno sognando, e che si conciano come starlette cercando di coniugare professionista e “bella donna”.

Magari sono la prima, la seconda dipende dai punti di vista. Parlo della trasmissione “Il fatto del giorno” che va in onda su Rai2 alle 14 e qualche minuto, come annuncia stridula la conduttrice Monica Setta, confesso di essere stata io a soprannominarla Monica Tetta in bellavista. A prescindere che mi è sembrato irriguardoso chiamare la trasmissione “Il fatto”, anche se con l’aggiunta del giorno, che era di Enzo Biagi ed era a tutt’altro livello.
Questa dovrebbe essere una trasmissione di approfondimento, la giornalista all’inizio di ogni striscia parla di “puntata calda, puntata forte nella quale vi diremo i nomi di…, sentirete quello che non ha potuto dire il telegiornale perché sono veline che giungono ora e ve le proporrò man mano me le portano”, e presenta gli ospiti che sono politici dei vari schieramenti più o meno sempre gli stessi, e poi la cara amica tal dei tali… un’amica di vecchia data e qui appare la solita compagnia di giro di ”opinioniste” che trovi a tutte le ore su tutte le reti pubbliche e private a dir cazzate, e che vengono presentate come conduttrici e show girl, per fare due esempi parliamo di personaggi del calibro di Flavia Vento e Lory Del Santo il che è tutto dire, insomma quel sottobosco di pseudo noti, conosciuti appunto perché sono presenti in tv con etichette per lo più posticce, che si guadagna la pagnotta con le comparsate.

La trasmissione è la solita menata di pareri pro e contro, qualcuno strilla, a questo punto la conduttrice alza la voce minacciando di non chiamarli più, non di rado taglia il discorso in bocca all’ospite politico (in particolare di sinistra anche se lei dichiara di essere super partes con simpatia per il leader Silvio Berlusconi), e lo porta a termine lei, insomma niente di nuovo sotto il sole. Ma è proprio lei, la conduttrice, che attira l’attenzione e incominci a farti domande.
Che tipo di trasmissione è? Per quello che mi riguarda l’ho detto: la solita menata, i soliti ospiti, non ne sentivo la mancanza e trovo sia una smaccata cassa di risonanza per Berlusconi e i suoi sodali.
Perché gli ospiti, per lo più donne, opinionisti? Forse, il gettone di presenza paga il loro coro a favore del padrone del vapore, perché non ricordo di avere sentito tra costoro voci dissidenti.
Chi presenta è una giornalista o una conduttrice di varietà? Onestamente è difficile capirlo: lei afferma di essere giornalista, ma si presenta apparecchiata alla “bella donna”, vestita da mezza sera alle 14, spalle scoperte, scollature abissali, minigonne inguinali e involontariamente guardi i particolari.

Ha le spalle grasse, perché le scopre sempre? Il collo non è certo “alla Modigliani”, perché mette orecchini che sembrano lampadari e lo accorciano ulteriormente, mettendo oltretutto in evidenza il naso che non è certo un nasino alla francese? Sicuramente gli abiti sono di una o due taglie più piccoli perché quando si siede salgono all’inizio delle natiche e mettono in evidenza due gambotte non proprio chilometriche e cosce forti.

Se lo scopo è quello di fare “bella donna” non mi sembra centrato, piuttosto è una dimostrazione di scarso buon gusto, mancanza di autocritica. Non dico che debba indossare uno scafandro, ma una giacca ben tagliata, pantaloni o gonne leggermente sotto il ginocchio la sfinerebbero e darebbero maggior spessore alla sua immagine professionale.
Questo è il mio pensiero. Per concludere, avrei una richiesta, una preghiera vera e propria, da fare a Monica: prenda lezioni di dizione!

L’inflessione romanesca non è il massimo dello scic, fa burina e se lo sommiamo alla voce che diventa sempre più stridula man mano procede la trasmissione si ha l’impressione di essere al mercato rionale. Per quanto mi riguarda, quanto esposto non fa parte delle critiche gratuite, ma è una constatazione di fatti e che qualcuno mi venga a dire che non è vero, che la giornalista Monica Setta veste sobriamente, che ha il fisico di una pin up e che parla un italiano senza forti inflessioni dialettali!

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6 Commenti to “Critiche gratuite o constatazione di fatti?”

  1. morena scrive:

    Grazie signora Bonomi. Condivido pienamente tutti i suoi articoli. Sono perfetti, azzeccati, privi di ipocrisia; espongono chiaramente i fatti come sono. In particolare gli articoli sulle signore Clerici e Setta; è stata l’unica a smarcherarle, a metterle a nudo per come veramente sono! Ultimamente noto solo una continua mancanza di buon gusto, di intelligenza, di bravura da parte di alcuni personaggi televisivi. Ma come fanno a metterli in Tv???? Grazie di cuore, mi sento compresa.

    • antonia bonomi scrive:

      Gentilissima Morena, sono autocritica e autoironica (ammetto che a volte
      sono dei grossi limiti!), non sono in competizione con nessuno, non invidio
      nessuno, non sono al soldo di nessuno, non temo di offendere la
      suscettibilità di qualcuno che potrebbe non invitarmi alle sue trasmissioni
      (sono io che non voglio andare a fare la cretina), guardo con occhi
      distaccati fatti e persone, ho la schiena dritta e dico come la penso. Senza
      offendere nessuno per principio, ma se vogliono farmi credere che Gesù
      Cristo è morto di freddo, rispondo che molti hanno trovato… Gesù Cristo
      che dormiva nell’orto! Un caro saluto, Antonia

  2. nicole scrive:

    Questa Monica Setta non l’avevo mai sentita nominare. Ho cercato per mia curiosità su internet. Sono rimasta allibita.Cosce al vento e davanzale abbondantemente in mostra…inflessione dialettale..insomma tutto vero, azzeccato. Ma è una giornalista? Condivido tutto, gentile Antonia: altri abiti di ottimo taglio la renderebbero meno ” bellona” ma più “di classe”, il che non guasterebbe, ma resta comunque problema di circonvoluzioni cerebrali. Mi ha fatto conoscere altro pezzo del grottesco-deprimente mondo televisivo. Ma il fondo quando lo toccheremo?

    • antonia bonomi scrive:

      Cara Nicole, per carattere mi limito a una costatazione dei fatti, non
      aggiungo niente. Figurati se non sono contenta degli spazi che le donne
      conquistano, ma il vedere che alla resa dei conti sono sempre tette, cosce e
      sederi quelli che mostrano, facce stravolte dal botulino o ceramicate dai
      lifting anche se hanno una qualifica professionale mi fa pensare che la
      conquista non sia tutta per meriti personali quanto per… meriti di guerra!
      Toccare il fondo? Il festival di Sanremo che si chiude con le tagliatelle di
      nonna Pina. Evviva le sagre di paese, almeno non pretendono di essere un
      programma nazionale esportabile all’estero. A proposito de La prova del
      cuoco, l’ho vista in Spagna, era condotta da un uomo, era divertente senza
      essere smandrappata, niente “Antonellina tesoro” per tenersi buona la
      conduttrice. Ciao ciao, Antonia

  3. nicole scrive:

    Appena letto: la Setta sparirà dai palinsesti RAI quanto prima. Le si imputa tra l’altro scarsa professionalità.Quindi nonostante il davanzale, l’hanno defenestrata.
    Pare sia furibonda perchè il compenso non erano noccioline.
    Mesi fa , dopo che tu me l’avevi fatta conoscere con le due righe qui sopra, avevo anche letto che ora i camionisti invece delle veline prediligono le giornaliste. Incuriosita andai alla pagina indicata( erano giornaletti quelli gratis che danno in metrò) e trovai….lei! Mein Gott, mi son detta! Ma pare abbia un certo seguito..in effetti…

    • antoniabonomi scrive:

      Carissima, non bastano il davanzale e gli eventuali appoggi se le idee sono il vuoto assoluto, ripetizione di ripetizioni di altre trasmissioni che seguono su tutte e due le reti maggiori. Se anni fa un critico consigliò a Katia Ricciarelli “più voce e meno pathos”, alla Monica consiglierei meno centimentri di pelle esposti, un corso di dizione e… si ripresenti alla prossima sessione con qualcosa di originale, non i soliti morti di fama.

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