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Fratelli d’Italia… Va pensiero, le due anime di un governo coeso

In verità ho una certa perplessità a parlare di anime pensando al Pdl e ai suoi alleati della Lega, come sono perplessa nel leggere che per far suonare l’Inno nazionale italiano, Fratelli d’Itali appunto, nelle occasioni in cui è richiesto uno degli alleati proponga che sia fatta una legge perché l’altro alleato non si sente rappresentato e vuole il Va pensiero.

Si potrà dire che il nostro inno è una sorta di salterello, ma se è diretto come si deve fa la sua bella figura, tira su il morale, ti vien voglia di cantare a piena voce… ed è quello che faccio. Le parole sono un po’ così, incomprensibili per i più? Ai miei tempi l’insegnante ci aveva spiegato cosa significassero e non mi sono  mai sentita a disagio nel cantarle. Il Va pensiero? Chi mi conosce sa che sono una melomane, ma anche se non lo fossi come farei a dire che non si tratta di una musica meravigliosamente suggestiva? Se lo ascolti ad occhi chiusi seguendo le parole, la musica, i bassi e gli alti del coro ti viene la pelle d’oca, senti tutta la disperazione di un popolo vinto, schiavo, senza speranze.

Cari leghisti, gli ebrei (questi extracomunitari se va bene, colpevoli di tutti i mali del mondo se va male), erano prigionieri, deportati da una terra che aveva un nome e un cognome, una localizzazione ben precisa e non potevano fare altro che cantare la loro disperazione. Si può sapere di cosa vi lamentate, voi? Vi siete inventati una nazione, la Padania, vi dite discendenti dei celti… Ma lo sapete chi erano i celti?

Non sto a farvi tutta la storia, vorrei solo chiarirvi che se pensate che siano stati loro a civilizzare i romani, prendete un grosso abbaglio. Le  origini di queste tribù (perché non era solo un ceppo, erano tanti) sono incerte. Sembra che all’inizio fossero stanziati tra il Danubio e il Reno  e che alcune tribù siano migrate verso l’arcipelago britannico  e la Gallia durante l’età del ferro.

Per vostra conoscenza, cari leghisti, impararono a lavorare i metalli  dagli italici e dai Balto-Slavi, (accidenti, altri extracomunitati!). Correndo: celtizzarono alcune altre tribù, ma malgrado si fossero allargati a macchia d’olio non ebbero concezione dello stato, non furono in grado di organizzarsi in un impero e le tribù restarono slegate perciò la loro decadenza fu rapida, prima dovuta ai Germani e poi, udite udite, per opera dei Romani che li colonizzarono ovunque fossero stanziati. Oh, si, i celti erano abili ad impadronirsi delle conoscenze altrui, vuoi degli Etruschi, dei Greci, degli Italioti. Ma tutto quello che avevano creato finì in mano ai Romani che erano splendidi organizzatori, avevano senso dello Stato, fondarono un impero. Tanto di cappello ai celti, ma furono vinti…  in barba ad Asterix e Obelisch (si scrive così? Non l’ho mai letto).

Tornando ai nostri giorni, in tutta sincerità non capisco di che abbiate da lagnarvi. Tuonavate contro Roma ladrona, ma mi sembra che una volta acchiappato un po’ di potere non ci abbiate messo molto a circondarvi di parenti e amici ai quali far pagare dallo Stato, comune o provincia uno stipendio che esce dalle tasche anche di chi i celti li ha studiati, ma non se ne considera discendente.

E mi fa un certo effetto, brutto devo ammettere, pensare ai matrimoni celti, alle ampolle  d’acqua del Po, per essere in linea con quelle che dite essere le vostre radici dovreste andare sul Danibio o sul Reno ma forse lì vi prenderebbero a pedate nel sedere. Mi sembrano carnevalate, insulti gratuiti come esultare per le reti di una squadra avversaria alla Nazionale e, ve lo dico chiaramente, non mi fido di voi, della vostra idea di federalismo. Promettete equità, promettono i vari Cota e Zaia, farfuglia Bossi, ma se non andate d’accordo con i vostri alleati che addirittura pensano ad una legge che lo imponga per costringervi a far suonare un inno, chi vi farà essere solidali con le regioni non “virtuose” , quanto detesto questo aggettivo! Cari leghisti, i celti non ebbero senso dello stato e per questo furono assorbiti. Riflettete.

E, poi, dopo tanti secoli e tanti passaggi di popoli più o meno amici è ridicolo parlare di radici più o meno certe. La stessa progenie del Bossi andrebbe divisa in quarti: l’ultimo (mi sembra solo lui) dei figli lo ha avuto con una terrona (mi scuso con la signora per l’uso del termine), che forse più che con i celti ha avuto a che fare con le popolazioni del vicino Oriente o con il nord Africa.

Smettetela con le cretinate, abbiate rispetto per chi vi paga il lauto stipendio, rispettate la bandiera, rispettate anche la Nazionale di calcio, il “Buona Padania a tutti” fa ridere come chi lo pronuncia, e il Va pensiero è una splendida musica, ma non è un Inno nazionale. Avete messo le mani su molto, alla parte d’Italia che non vi ha votato lasciate il suo Fratelli d’Italia.

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