Governo di tecnici o governo di politici, o che si ritengono tali, che si tratti dell’uno o che si tratti dell’altro il parlare con supponenza dall’alto della propria posizione di privilegio sembra essere un’abitudine.L’arroganza del potere è una frase che ho già usato in un editoriale di anni fa, parlando dei vertici Rai che interpellavo, sbattendo contro un muro di silenzio, per segnalare di essere stata “scippata” di un progetto quotidiano che oltretutto andava in onda pieno di svarioni fatti da orecchianti.
Dell’arroganza dei politici si sprecano gli esempi, non dimenticherò mai il faccia a faccia televisivo pre elettorale tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi, moderato da Bruno Vespa, quando l’ineffabile e partorito da magnanimi lombi cavaliere sbottò dichiarando che il figlio di un portinaio non avrebbe mai potuto aspirare agli studi e alla carriera del figlio di un professionista. Cavaliere, e non me ne vogliano i sui figli, che valore pensa che abbiano le lauree dei figli dei ricchi o professionisti prese nell’Università di un amico al quale papà dà milioni di euro in beneficenza sbandierandolo ai quattro venti? Mi fa venire in mente quelle sante cattoliche figlie di re e principi che nell’antichità costruivano e dotavano riccamente i conventi, diventavano badesse e una volta morte erano subito santificate.
Quando il povero Tommaso Padoa Schioppa disse che le tasse “erano belle” non mi sono scandalizzata, se tutti le pagano ne paghiamo meno tutti no?, e il suo concetto è stato ripreso da spot del governo di destra e tuttora usati.
Meno felice è stata la sua frase sui “bamboccioni” perché ci vuole poco a capire che ci sono figli che restano a casa di mammà e papà per sporca comodità ma ce ne sono moltissimi che per validissimi e noti motivi finanziari non possono andarsene.
Sono passati pochi alcuni anni ed ecco che Mario Monti, Presidente del Consiglio del governo dei tecnici, parla della “monotonia del posto fisso” mentre il ministro del Lavoro Elsa Fornero proclama che il posto fisso è un’illusione e il Ministro degli Interni Cancellieri tuona contro i figli che vogliono il lavoro vicino a mammà e papà. Non solo, un certo Michel Martone, gasatissimo vice ministro del Lavoro, dichiara allegramente che chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato! A quanto so, Giovanni figlio di Monti, ha studiato alla Bocconi dove c’era per qualche verso presentissimo e potentissimo papà e nel settore di papà, o una branca, a fine anno si è parlato di un suo licenziamento e non so altro, mentre per la Fornero si è scatenato un putiferio perché la figliola ha ben due posti fissi, ha studiato e si è laureata nell’Università di mamma e papà nella materia di mamma e papà, o una branca, insegna nella stessa Università, abita vicino a mammà e papà. Quanto all’ilare Michel Martone, sono iniziati a circolare pulci sulla sua rapidità di laurea e carriera, e a quanto pare il suo papà è un tipo influente. Stessero almeno zitti! Ma, del resto, a quel che si dice nelle nostre Università, poli ospedalieri ecc. ci sono cognomi che imperversano, i figli degli avvocati fanno gli avvocati, i figli dei notai fanno i notai, quelli dei farmacisti i farmacisti e via tramandando la professione di famiglia e senza voler pensar male sorge il dubbio che, forse, non tutti siano questi geni. Sia ben chiaro che non penso assolutamente che sia un male solo italiano, non ho niente contro la segnalazione di una persona veramente valida, avrei qualche scrupolo a raccomandare spudoratamente un figlio, mi fanno prudere le mani i potenti con la loro arroganza offensiva che sa tanto di ignoranza. Riflettete prima di parlare, se non avete rispetto per il popolo bue, abbiatene per voi stessi. Per ora non parlo dei tagli alla politica annunciati e subito dimenticati, quello è un altro tipo di arroganza… o di truffa al popolo bue tartassato alla fonte?
Ad onor del vero la figlia della Fornero e di Deaglio è laureata in medicina si occupa di genetica e ha un curriculum di tutto rispetto. Senz’altro si hanno dei vantaggi con certi cognomi, all’inizio, ma più si va avanti, se si è persone serie, e più diventa un peso.Credimi.
Detto questo , io che son felice madre di figli che hanno fatto tutto diverso da me e marito( che abbiamo professione comune, ma in ambiti decisamente differenti), sono irritata da questi commenti da ” bar sport” che i vari ministri in successione hanno mandato ai quattro venti.Mi chiedo una cosa: cosa direbbe il ministro della Repubblica Fornero e Cancellieri sapendo che una ragazza di 18 anni , tre anni fa circa, se ne è andata dall’Italia sbattendo la porta in pratica, dicendo testualmente
“io alla Italia non voglio dare nulla, a questo paese non darò mai nulla, se con la mia prestigiosa laurea finirò a fare impiegato di poste o quello che pulisce strade, lo farò in altro paese, ma qui non voglio dare nulla”.
Sono rimasta molto colpita da veemenza di questa uscita e amareggiata perchè veniva da una ragazza di 18 anni. E’ via, è felice, fa quello che desidera in paese dove studio è cosa seria e a parecchi km da mammà.
Signora ministro, nemmeno lo spazzino vuol fare in questa Italia, meditate meditate!Forse perchè ha visto che i genitori, allergici a tessere politich e a fare i ruffiani, persone per bene, son rimasti ” fregati” da pseudo colleghi, che si sa come si son presi nella nordica Lombardia la laurea, si sa .. ma si sa ancora meglio chi li ha messi in posti di grande responsabilità….
Siamo felici che nostri figli si siano fatti ossa da soli e lontani.Hanno sfruttato possibilità e speriamo che in questo paese non tornino.
Non discuto il curriculum della figliola, mi inchino alla sua intelligenza, ma resta un sottofondo di dubbio che tanta vicinanza a cotanti genitori, anche se in altra branca, qualche “aiutino”glielo abbia procurato non fosse altro che per accelerare i tempi. Magari, non ha dovuto spostare di un anno la laurea perché al professore servivano il suo bel faccino pulito, la sua educazione per avere notizie da altri studiosi che a lui non le avrebbero mai date. Quando la ragazza si è ribellata non ha potuto negarle il 110/110, ma all’ultimo momento non ha aggiunto la lode tra lo sconcerto di tutti gli altri esaminatori, visibile nelle teste che si sono girate di scatto verso di lui con gli occhi sgranati.
Scusa Antonia,ma non ho capito; credo proprio di non sapere certi risvolti.Il curriculum lo ho letto come tanti hanno fatto e vedo che anche tu sei del mio parere che all’inizio certi cognomi possono dare qualche ” aiutino”.Alla fine mi pare che anche qualche svantaggio ha avuto..
Intendevo dire che forse la figlia del ministro Fornero e di Deaglio non ha avuto tutti questi appoggi perché era geniale in prima persona, ma non ci credo assolutamente, di certo non le sarà capitato di vedersi scippare la lode solo per non aver voluto fare il galoppino fuori corso al docente.
Ho capito, grazie.Avevo interpretato la cosa in modo differente.Fosse solo il galoppino a volte…
Fosse solo… ma ci sono anche fanciulle che giocano in anticipo offrendo la mercanzia!