Mino Damato è scomparso, l’ho conosciuto ai tempi della Rai, ci siamo incontrati a Telemontecarlo e a La7. Pensando a lui, mi sono ricordata di un espisodio accaduto qualche anno fa: Mino Damato conduceva una trasmissione che occupò un intero pomeriggio su La7. Il motivo era questo: uno dei primi astronauti era tornato a girare attorno alla terra ed era in diretta dallo spazio, un altro era ospite in studio, presenti personaggi prestigiosissimi della scienza e della tecnica, c’era anche la sottoscritta.
Lo studio era l’aula magna dell’Università Lateranense, se non ricordo male, noi ospiti eravamo seduti sugli scranni digradanti, le telecamere erano davanti a noi, Mino Damato camminava avanti e indietro nel corridoio che divideva il semicerchio e a secondo dell’argomento toccato in quel momento poneva la domanda ad uno degli ospiti. In prima fila, alla mia destra nell’altra metà del semicerchio (occupavamo il primo scranno dal corridoio io a sinistra e lei a destra), era seduta Rita Levi Montalcini. Elegante, con i capelli argentei acconciati alla perfezione… ogni tanto cadeva in pennichella. Purtroppo, Mino Damato a volte poneva la domanda mentre era in fondo al corridoio e non era dignitoso vederla inquadrata mentre “riposava gli occhi”, e sobbalzava quando Mino la richiamava.
Poiché sono abituata a cercare subito soluzioni ai problemi più disparati, nel primo intervallo pubblicitario ho fatto presente a Mino quanto accadeva e ho stabilito il codice: mentre percorreva il corridoio non aveva che da guardare il mio braccio destro, quando pendeva dalla balaustra Rita Levi Montalcini aveva gli occhi aperti, quando mi reggevo la testa pennicava. Con questo su e giù abbiamo passato un intero pomeriggio, il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che stimo in sommo grado, non ha mai saputo del trucchetto che Antonia Bonomi e Mino Damato avevano attuato perché la sua immagine fosse sempre vivace anche se la lunghezza del programma conciliava momenti di riposo. Ciao Mino.
Grazie cara Antonia per questo intervento su Mino Damato, giornalista e persona che ho sempre apprezzato in particolare poi per la sua opera umanitaria e sociale, che tra l’altro non ha mai strombazzato in tv.
Con questo aneddoto ci è chiaro che sei buona e generosa, cosa di cui siamo già convinti da parecchio tempo ma apprezzare i tuoi sentimenti una volta in più fa bene anche a noi… grazie…
Cara Silvana, avrei voluto chiudere il pezzo sottolineando che Mino Damato ha avuto molto, ma molto meno di quanto avrebbe meritato perché aveva la schiena diritta, perché era dignitoso, perché voleva andare avanti per meriti personali e non di “guerra” che secondo il mio metro significa letto o leccapiedi, maneggi e appoggi vari, che se non lo fai passi automaticamente tra i presuntuosi o pessimi caratteri. Ma gli avrei fatto torto, grazie a te per avermi permesso di aggiungerlo.
per quello che ricordo era un uomo con una faccia per bene,limpida,serio professionista, discrezione ed educazione che lo rendeva già allora parecchio diverso dalla media.Anche tu, Antonia, che sei vulcanica, sappiamo che sai essere discreta e generosa con chi lo merita.
Oltre a “mutande di ferro” per motivi facilmente intuibili, in Rai ero chiamata anche s.o.s perché se qualcuno aveva bisogno di aiuto, vedi Corrado quando presentava Domenica in con il gambone ingessato, e voleva essere sicuro che non gli si facesse un brutto scherzo faceva il segnale convenuto all’Antonia che con un sorriso e una battutina se lo andava a recuperare e a braccetto attraversavamo lo studio. Il segnale convenuto? Mi faceva l’occhiolino e io glielo rifacevo. Quella carogna del regista vide per qualche volta questa ammoina e ci inquadrò mentre lo facevamo. Ci sono voluti mesi perché mio suocero capisse che Corrado e io non avevamo una storia segreta e che, oltretutto, quando mi aveva chiesto il favore c’era presente mio marito. Te ne racconto un’altra: c’è una signora molto battagliera, abbronzatissima con i capelli candidi che compare spesso in televione. Quando ci troviamo a qualche convegno, inaugurazione ecc. si siede sempre accanto a me così quando si stufa l’accompagno all’uscita. Perché non si fa accompagnare da altri? Parole sue: “Di te mi fido, ’st’altri stronzi me portano davanti alla porta del cesso”.
Cara Antonia.
oggi 24/08/10 ho perso una cara amica. Aveva 90 anni lucida piena di se, orgogliosa, capace di ascoltare…insomma la mia confidente, l’unica col quale poter parlare. Sono rimasta sola, mi sento sola, è stata parte della mia famiglia. Mi manca….provo un gran dolore. Solo quando ci lasciano, sentiamo la grande mancanza delle persone. A Linda con tanto affetto che porterò nel cuore. Una parte di me se ne andata con lei. Adriana
Cara Adriana, ti capisco e ti sono vicina, uno di questi giorni racconterò qualche aneddoto di alcune mie care amiche che ormai non ci sono più, ma che sono presenti nella mia mente e nel mio cuore. Un abbraccio, Antonia