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Pubblicare o no con la Mondadori, ecco il dilemma

Grazie ad una delle tante leggi e leggine ad personam, ed ora anche ad aziendam, la casa editrice Mondadori che fa parte dell’impero di Silvio Berlusconi ha potuto pagare, pagherà o dovrebbe pagare, solo il 5% di un congruo numero di milioni, 8,5 a fronte di quasi quattrocento euro più euro meno, di tasse alla faccia delle manovre finanziarie, della crisi e di chi se le vede trattenute in busta ammesso che la busta gli arrivi ancora. La notizia è esplosa e in qualche scrittore della scuderia mondadoriana è nato il dubbio: si può continuare a pubblicare con chi si comporta in questo modo?

Ho provato a ragionare a mente fredda e la mia conclusione è stata sì, per me il problema non si pone. La Mondadori è un’azienda composta da centinaia di persone che non hanno niente a che fare con i proprietari. Non credo che gli impiegati, dal lettore di bozze alle più alte sfere editoriali, abbiano la possibilità di interferire con quanto decidono i commercialisti , i tributaristi e gli avvocati dell’azienda.

Parliamoci chiaro: al di là dei contratti più o meno sostanziosi, in Italia non sono molte le case editrici in grado di assicurarti la distribuzione capillare e la pubblicità come fa questo colosso.  Se scrivi è perché vuoi essere letto, se ti pubblicano è perché credono in te e pensano di ricavarci un utile anche loro, ti seguono praticamente dalla culla alla morte perché dire di no considerando che se ti distribuiscono male e non reclamizzano il tuo prodotto puoi aver scritto anche il capolavoro del millenio ma resta circoscritto a pochi intimi? 

Il problema, per me, non si pone tra gli autori e la Mondadori editrice, fatta di persone che lavorano onestamente, percepiscono uno stipendio e… si vedono trattenere le imposte alla fonte. Per come la penso io possono continuare a scrivere tranquillamente che se il loro libro mi interessa lo acquisto. Il problema, piuttosto, riguarda i commercialisti della Mondadori, la Guardia di Finanza, l’ufficio imposte, il problema è chi non ha sollevato il conflitto di interessi nel 1994 e anni seguenti, il problema è chi non ha sollevato obiezioni quando è stato depenalizzato il falso in bilancio, il problema è quel signore che da due anni perde tempo con le leggi che servono a lui, che fa passerelle pubblicitarie per consegnare squallide casupole, che fa riunioni di governo per tenere insieme i suoi “alleati” ma che per il paese non ha fatto un ciufolo, o piffero che dir si voglia. Il problema non è la casa editrice, il problema sono le leggi che consentono di rubare, imbrogliare e farla franca pagando qualche spicciolo. A pensarci bene, non è neanche tanto questo tizio ad essere ul problema perché lui propone quello che gli fa comodo, ma lo sono quanti hanno permesso e permettono a  sporche leggi come questa di passare. 

State pur certi che se la Mondadori dovessi offrirmi di pubblicare tutti gli articoli e gli editoriali che ho scritto su Berlusconi da quando è “sceso in campo”, non farei una piega e consegnerei il materiale… naturalmente facendomi pagare a peso d’oro perché mi ci è voluto un bello stomaco a seguire tutte le pagliacciate e le porcate che hanno accompagnato le sue legislature.

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